Sorge su un promontorio vulcanico.
Il paese, con le sue case arroccate su una scoscesa penisola, presenta uno dei paesaggi più pittoreschi del lago... disegnando il “profilo migliore del Lago di Bolsena”.
La spiaggia che si estende ad occidente dell’abitato, fiancheggiata da una lunga passeggiata, ombreggiata da grandi alberi, ospita, nei mesi estivi, un gran numero di bagnanti. Sul territorio si praticano pesca ed agricoltura. Il territorio, costituito da fertili pianure e colline, coltivato a cereali, legumi, pascoli per il bestiame, è caratterizzato da ricchi vigneti e rigogliosi oliveti.
CENNI STORICI
Il promontorio di Bisenzo si trova a circa quat- tro chilometri ad ovest di Capodimonte, proprio di fronte all’isola Bisentina. Dapprima abitato dalla civiltà villanoviana, si trasformò poi nella gloriosa città etrusca di Vesentum, come testimoniano i numerosi reperti etruschi ritrovati e oggi custoditi in famosi musei come quello di Villa Giulia a Roma. Dopo l’arrivo dei Romani il centro etrusco, già indebolito da sanguinose guerre (298-280 a.C.), si dissolse, lasciando il posto al municipio di Visentium, che resterà fino alla caduta dell’Impero.
Dopo la distruzione del municipio romano di Visentium e il trasferimento della diocesi a Castro, molti abitanti sopravvissuti si rifugiarono nelle zone circostanti dando origine ad alcuni paesi, tra cui Capodimonte, così chiamato perché sorto proprio sul promontorio. Dopo essere stata una contea dei Signori di Bisenzo (gli Aldobrandeschi di Sovana), la cittadina nel 1369 passò alla sede vescovile di Montefiascone ed in seguito, dopo varie vicissitudini, nel 1537 entrò a far parte del Ducato farnesiano di Castro, di cui seguì le vicende fino al 1649, anno in cui la città di Castro fu rasa al suolo. Da quell’anno, Capodimonte entrò a far parte dello Stato della Chiesa e successivamente dal 1870 del Re- gno d’Italia. Per la sua bellezza e per la magnifica posizione panoramica divenne un luogo di soggiorno e vacanza per nobili famiglie, cardinali e papi. Furono i Farnese ad innamorarsi di questo bellissimo borgo, eleggendolo a loro dimora preferita, insieme all’Isola Bisentina, per splendide estati sul lago.
DA VISITARE
IL PALAZZO COMUNALE
Ricavato dall’edificio che fino al secolo scorso fu la scuola elementare del paese, è l’attuale sede del Comune. Dalla panoramica sala consiliare si gode un paesaggio eccezionale.
LA ROCCA
La maestosa rocca ottagonale si erge sulla scogliera vulcanica del promontorio di Capodimonte, dove un tempo si trovava il palazzotto dei Signori di Bisenzo. Fu trasformata in Palazzo dal Cardinale Alessandro Farnese, futuro Papa, il quale affidò il progetto ad Antonio da Sangallo il Giovane, architetto di famiglia. Egli dette miglior forma al cortile inter- no, costruì l’avancorpo che sorge alla testata del ponte levatoio, ora in muratura a due arcate, rinsaldò la struttura dell’alta mole con spigoli massicci. Le quattro arcate classiche della facciata, formanti un magnifico loggia- to decorato, furono in seguito chiuse per metà, allo scopo di formare un ampio salo- ne. Fu recinta da potenti bastioni, muniti di cannoniere e, tutto intorno, fu realizzato il magnifico giardino pensile.
Alla fine del XVI sec. la Rocca si trasformò in residenza per villeggiatura di papi e varie personalità, con l’apertura al paesaggio di logge ariose quasi sempre affrescate.
Oggi un giardino con alberi monumentali gira intorno alla Rocca con il suo disegno “all’italiana” di aiuole di bosso creando piacevoli angoli per rilassanti riposi. Anche le piante esotiche, introdotte nell’Ottocento, costituisco- no un importante patrimonio arboreo: una grande magnolia, un’altissima palma, una Sofora del Giappone, oleandri e piante no- strane. Attualmente la Rocca è di proprietà privata e la visita è consentita su richiesta. Una parte dell’edificio è inoltre destinato alla ospitalità turistica.
LA CASCINA
È una delle costruzioni più antiche di Capodimonte, al suo interno si trovavano le scuderie di Palazzo Farnese.
A partire dal 2000 il Comune ha iniziato un attento lavoro di recupero e restauro. A lavori terminati, nei locali della Cascina verranno realizzate: una sala destinata a convegni e mostre, un bar dotato di internet point e la nuova sede della biblioteca comunale.
LA CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA
Eretta sul colle di Capodimonte, in prossimità della Rocca Farnese, la Chiesa si fregia di bellissimi stucchi e di un arco che, secondo la tradizione, fu disegnato dal Vignola nel periodo in cui lavorò alla progettazione della Chiesa, portata a compimento dal Garzoni, che si trova sull’isola Bisentina. All’interno trovano posto una statua della Madonna Assunta e un pregevole quadro di Maria Santissima delle Grazie, attribuito alla scuola del pittore napoletano Sebastiano Conca (1680- 1764). Particolarmente devoti alla Madonna delle Grazie, i capodimontani ricordano il giorno in cui la tela fu portata in città e accolta con una grande festa: petali di rose furono gettati lungo il suo percorso, dando così origine alla tradizione dell'Infiorata. Ancora oggi, ogni anno, la seconda domenica dopo Pasqua, l’icona della Madonna delle Grazie viene esposta in Chiesa per poi essere trasportata in processione.
S. ROCCO
Recentemente abbellita dagli affreschi del pittore Martin Figura è la Chiesa dedicata a San Rocco, patrono di Capodimonte. Parti- colare e suggestiva l'illuminazione che, per alcune settimane, ne evidenzia i tratti, in atte- sa della festa patronale del 15 e 16 agosto, evento tra i più importanti per il paese. Una suggestiva processione religiosa e il famoso spettacolo pirotecnico, che attira migliaia di persone ogni anno, caratterizzano la festa.
CHIESA DI SAN CARLO
La Chiesa, risalente al periodo in cui il Duca- to di Castro era retto dal Duca Edoardo Farnese (1616), è stata recentemente oggetto di ristrutturazione. Fu costruita grazie ai fondi raccolti dalla comunità e con il decisivo inter- vento dei Farnese: all’atto della posa della prima pietra furono poste nelle fondazioni al- cune medaglie del Cardinale Alessandro. Dei cinque altari che vi sono stati costruiti, il maggiore è quello intitolato a San Carlo Borromeo, da cui la dedica alla Chiesa.
VILLA PIANORA
È una splendida villa del 1900 costruita, in stile Liberty, dalla famiglia che ne è tuttora proprietaria. Particolarmente interessante il giardino all’italiana che la circonda come an- che la lunga scalinata che dalla villa scende al lago fino ad un porticciolo ornato da una torretta in tufo, in stile medievale.
LE NECROPOLI DI BISENZO
Il Monte Bisenzo ospita numerose necropoli etrusche che inizialmente furono costruite in prossimità dell’abitato per poi estendersi a tutto il territorio circostante. Gli antichi luoghi di sepoltura hanno, nel tempo, restituito tesori di grande valore storico-archeologico, come i reperti provenienti dalle necropoli delle Bu- cacce e di Olmo Bello. Da segnalare inoltre la presenza nella zona di una catacomba cristiana del IV-V secolo.
IL MUSEO DELLA NAVIGAZIONE
Il museo permette al visitatore di capire le for- me, gli ambienti e le necessità specifiche del- la navigazione sui laghi e sui fiumi. Un “tuffo” tra galee, galeotte, tartane, feluche, lenunculi, caudicarie, navicelli, scafe, battane... Inoltre, nel museo, si conserva una piroga preistorica ritrovata nei pressi dell’Isola Bisentina.
IL PRESEPE SUBACQUEO
In località Giardinetti, sul fondo del lago ad una profondità di pochi metri, è possibile ammirare un presepe subacqueo. Suggestivo è visitarlo nel periodo natalizio, quando viene illuminato.
Passando per il centro storico di Capodimonte è possibile raggiungere la Pontonata, punta del promontorio di Capodimonte e lo Scojone.
Da Piazza Umberto I si giunge alla Mergonara, spiaggetta e isolotto di scogli, chiamati da- gli abitanti “Monte Cuculo”, caratterizzata da splendidi scorci panoramici.
Da segnalare il porto turistico, perfettamente attrezzato per l’ormeggio delle barche da di- porto. Dal porticciolo partono i traghetti turistici che consentono di fare piccole crociere sul la- go e di circumnavigare le due isole.
La Punta S. Bernardino rappresenta il lembo del territorio di Capodimonte che si protende verso l’Isola Bisentina. Nella parte più vicina al Monte di Bisenzo, sono visibili tracce dell’anti- co porto della ricca e fiorente città etrusca.
ISOLA BISENTINA
Nel Medioevo fu roccaforte, rifugio dalle invasioni e famigerata prigione (la malta) di dantesca memoria. Nel Rinascimento, la sua destinazione abitativa e religiosa subì l’impronta di Ranuccio III, il vero fondatore della dinastia dei Farnese che, scegliendola come tomba di famiglia, ne fece una sorta di fa- num farnesianum, un tempio naturale, a cui tutti i suoi discendenti avrebbero dovuto fare riferimento. Non a caso, sull’isola furono costruiti una chiesa, un convento e sette oratori, sparsi lungo il perimetro, per emulare il giro delle sette chiese penitenziali di Roma. Ranuccio III non immaginava i successi che il suo casato avrebbe raggiunto: il nipote Alessandro, eletto papa con il nome di Paolo III, nel 1534, proiettò la piccola signoria ben oltre gli angusti confini della notorietà provinciale, elevandola a Ducato di Castro, di cui la Bisentina, per le sue prerogative ambienta- li, costituì il fiore all’occhiello. Nemmeno la successiva creazione del Ducato di Parma e Piacenza offuscò l’importanza simbolica del- l’isola, dove il grande cardinale Alessandro Farnese (nipote di papa Paolo III), vi fece innalzare la leggiadra cupola vignolesca. L’isola è un vero e proprio giardino naturale, ricco di elementi sacri e profani e, ancora oggi, offre intatto il fascino arcano di isola dei sogni.
Sorge su un promontorio vulcanico.
Il paese, con le sue case arroccate su una scoscesa penisola, presenta uno dei paesaggi più pittoreschi del lago... disegnando il “profilo migliore del Lago di Bolsena”. La spiaggia che si estende ad occidente dell’abitato, fiancheggiata da una lunga passeggiata, ombreggiata da grandi alberi, ospita, nei mesi estivi, un gran numero di bagnanti. Sul territorio si praticano pesca ed agricoltura. Il territorio, costituito da fertili pianure e colline, coltivato a cereali, legumi, pascoli per il bestiame, è caratterizzato da ricchi vigneti e rigogliosi oliveti.
CENNI STORICI
Il promontorio di Bisenzo si trova a circa quat- tro chilometri ad ovest di Capodimonte, proprio di fronte all’isola Bisentina. Dapprima abitato dalla civiltà villanoviana, si trasformò poi nella gloriosa città etrusca di Vesentum, come testimoniano i numerosi reperti etruschi ritrovati e oggi custoditi in famosi musei come quello di Villa Giulia a Roma. Dopo l’arrivo dei Romani il centro etrusco, già indebolito da sanguinose guerre (298-280 a.C.), si dissolse, lasciando il posto al municipio di Visentium, che resterà fino alla caduta dell’Impero. Dopo la distruzione del municipio romano di Visentium e il trasferimento della diocesi a Castro, molti abitanti sopravvissuti si rifugiarono nelle zone circostanti dando origine ad alcuni paesi, tra cui Capodimonte, così chiamato perché sorto proprio sul promontorio. Dopo essere stata una contea dei Signori di Bisenzo (gli Aldobrandeschi di Sovana), la cittadina nel 1369 passò alla sede vescovile di Montefiascone ed in seguito, dopo varie vicissitudini, nel 1537 entrò a far parte del Ducato farnesiano di Castro, di cui seguì le vicende fino al 1649, anno in cui la città di Castro fu rasa al suolo. Da quell’anno, Capodimonte entrò a far parte dello Stato della Chiesa e successivamente dal 1870 del Re- gno d’Italia. Per la sua bellezza e per la magnifica posizione panoramica divenne un luogo di soggiorno e vacanza per nobili famiglie, cardinali e papi. Furono i Farnese ad innamorarsi di questo bellissimo borgo, eleggendolo a loro dimora preferita, insieme all’Isola Bisentina, per splendide estati sul lago.
DA VISITARE
IL PALAZZO COMUNALE
Ricavato dall’edificio che fino al secolo scorso fu la scuola elementare del paese, è l’attuale sede del Comune. Dalla panoramica sala consiliare si gode un paesaggio eccezionale.
LA ROCCA
La maestosa rocca ottagonale si erge sulla scogliera vulcanica del promontorio di Capodimonte, dove un tempo si trovava il palazzotto dei Signori di Bisenzo. Fu trasformata in Palazzo dal Cardinale Alessandro Farnese, futuro Papa, il quale affidò il progetto ad Antonio da Sangallo il Giovane, architetto di famiglia. Egli dette miglior forma al cortile inter- no, costruì l’avancorpo che sorge alla testata del ponte levatoio, ora in muratura a due arcate, rinsaldò la struttura dell’alta mole con spigoli massicci. Le quattro arcate classiche della facciata, formanti un magnifico loggia- to decorato, furono in seguito chiuse per metà, allo scopo di formare un ampio salo- ne. Fu recinta da potenti bastioni, muniti di cannoniere e, tutto intorno, fu realizzato il magnifico giardino pensile.
Alla fine del XVI sec. la Rocca si trasformò in residenza per villeggiatura di papi e varie personalità, con l’apertura al paesaggio di logge ariose quasi sempre affrescate.
Oggi un giardino con alberi monumentali gira intorno alla Rocca con il suo disegno “all’italiana” di aiuole di bosso creando piacevoli angoli per rilassanti riposi. Anche le piante esotiche, introdotte nell’Ottocento, costituisco- no un importante patrimonio arboreo: una grande magnolia, un’altissima palma, una Sofora del Giappone, oleandri e piante no- strane. Attualmente la Rocca è di proprietà privata e la visita è consentita su richiesta. Una parte dell’edificio è inoltre destinato alla ospitalità turistica.
LA CASCINA
È una delle costruzioni più antiche di Capodimonte, al suo interno si trovavano le scuderie di Palazzo Farnese.
A partire dal 2000 il Comune ha iniziato un attento lavoro di recupero e restauro. A lavori terminati, nei locali della Cascina verranno realizzate: una sala destinata a convegni e mostre, un bar dotato di internet point e la nuova sede della biblioteca comunale.
LA CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA
Eretta sul colle di Capodimonte, in prossimità della Rocca Farnese, la Chiesa si fregia di bellissimi stucchi e di un arco che, secondo la tradizione, fu disegnato dal Vignola nel periodo in cui lavorò alla progettazione della Chiesa, portata a compimento dal Garzoni, che si trova sull’isola Bisentina. All’interno trovano posto una statua della Madonna Assunta e un pregevole quadro di Maria Santissima delle Grazie, attribuito alla scuola del pittore napoletano Sebastiano Conca (1680- 1764). Particolarmente devoti alla Madonna delle Grazie, i capodimontani ricordano il giorno in cui la tela fu portata in città e accolta con una grande festa: petali di rose furono gettati lungo il suo percorso, dando così origine alla tradizione dell'Infiorata. Ancora oggi, ogni anno, la seconda domenica dopo Pasqua, l’icona della Madonna delle Grazie viene esposta in Chiesa per poi essere trasportata in processione.
S. ROCCO
Recentemente abbellita dagli affreschi del pittore Martin Figura è la Chiesa dedicata a San Rocco, patrono di Capodimonte. Parti- colare e suggestiva l'illuminazione che, per alcune settimane, ne evidenzia i tratti, in atte- sa della festa patronale del 15 e 16 agosto, evento tra i più importanti per il paese. Una suggestiva processione religiosa e il famoso spettacolo pirotecnico, che attira migliaia di persone ogni anno, caratterizzano la festa.
CHIESA DI SAN CARLO
La Chiesa, risalente al periodo in cui il Duca- to di Castro era retto dal Duca Edoardo Farnese (1616), è stata recentemente oggetto di ristrutturazione. Fu costruita grazie ai fondi raccolti dalla comunità e con il decisivo inter- vento dei Farnese: all’atto della posa della prima pietra furono poste nelle fondazioni al- cune medaglie del Cardinale Alessandro. Dei cinque altari che vi sono stati costruiti, il maggiore è quello intitolato a San Carlo Borromeo, da cui la dedica alla Chiesa.
VILLA PIANORA
È una splendida villa del 1900 costruita, in stile Liberty, dalla famiglia che ne è tuttora proprietaria. Particolarmente interessante il giardino all’italiana che la circonda come an- che la lunga scalinata che dalla villa scende al lago fino ad un porticciolo ornato da una torretta in tufo, in stile medievale.
LE NECROPOLI DI BISENZO
Il Monte Bisenzo ospita numerose necropoli etrusche che inizialmente furono costruite in prossimità dell’abitato per poi estendersi a tutto il territorio circostante. Gli antichi luoghi di sepoltura hanno, nel tempo, restituito tesori di grande valore storico-archeologico, come i reperti provenienti dalle necropoli delle Bu- cacce e di Olmo Bello. Da segnalare inoltre la presenza nella zona di una catacomba cristiana del IV-V secolo.
IL MUSEO DELLA NAVIGAZIONE
Il museo permette al visitatore di capire le for- me, gli ambienti e le necessità specifiche del- la navigazione sui laghi e sui fiumi. Un “tuffo” tra galee, galeotte, tartane, feluche, lenunculi, caudicarie, navicelli, scafe, battane... Inoltre, nel museo, si conserva una piroga preistorica ritrovata nei pressi dell’Isola Bisentina.
IL PRESEPE SUBACQUEO
In località Giardinetti, sul fondo del lago ad una profondità di pochi metri, è possibile ammirare un presepe subacqueo. Suggestivo è visitarlo nel periodo natalizio, quando viene illuminato.
Passando per il centro storico di Capodimonte è possibile raggiungere la Pontonata, punta del promontorio di Capodimonte e lo Scojone.
Da Piazza Umberto I si giunge alla Mergonara, spiaggetta e isolotto di scogli, chiamati da- gli abitanti “Monte Cuculo”, caratterizzata da splendidi scorci panoramici.
Da segnalare il porto turistico, perfettamente attrezzato per l’ormeggio delle barche da di- porto. Dal porticciolo partono i traghetti turistici che consentono di fare piccole crociere sul la- go e di circumnavigare le due isole.
La Punta S. Bernardino rappresenta il lembo del territorio di Capodimonte che si protende verso l’Isola Bisentina. Nella parte più vicina al Monte di Bisenzo, sono visibili tracce dell’anti- co porto della ricca e fiorente città etrusca.
ISOLA BISENTINA
Nel Medioevo fu roccaforte, rifugio dalle invasioni e famigerata prigione (la malta) di dantesca memoria. Nel Rinascimento, la sua destinazione abitativa e religiosa subì l’impronta di Ranuccio III, il vero fondatore della dinastia dei Farnese che, scegliendola come tomba di famiglia, ne fece una sorta di fa- num farnesianum, un tempio naturale, a cui tutti i suoi discendenti avrebbero dovuto fare riferimento. Non a caso, sull’isola furono costruiti una chiesa, un convento e sette oratori, sparsi lungo il perimetro, per emulare il giro delle sette chiese penitenziali di Roma. Ranuccio III non immaginava i successi che il suo casato avrebbe raggiunto: il nipote Alessandro, eletto papa con il nome di Paolo III, nel 1534, proiettò la piccola signoria ben oltre gli angusti confini della notorietà provinciale, elevandola a Ducato di Castro, di cui la Bisentina, per le sue prerogative ambienta- li, costituì il fiore all’occhiello. Nemmeno la successiva creazione del Ducato di Parma e Piacenza offuscò l’importanza simbolica del- l’isola, dove il grande cardinale Alessandro Farnese (nipote di papa Paolo III), vi fece innalzare la leggiadra cupola vignolesca. L’isola è un vero e proprio giardino naturale, ricco di elementi sacri e profani e, ancora oggi, offre intatto il fascino arcano di isola dei sogni.
Fonte: Guida APT 2010

